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Bignami della potatura di fruttificazione dell’olivo

L’obiettivo della potatura è quello di ottenere abbondanti produzioni in proporzione alle dimensioni dell’olivo, rinnovare la superficie fruttificante, mantenere la struttura scheletrica secondo la forma di allevamento impostata, consentire la penetrazione della luce in tutta la chioma e contenerne le dimensioni.

I rami produttivi.

Il tipico ramo a frutto dell’olivo comprende una parte terminale vegetativa sviluppatasi nella stagione corrente e una parte più vecchia, sul legno di un anno, dove avvengono la fioritura e la fruttificazione. Dato che nell’olivo l’allegagione è bassa, intorno al 3%, la produzione di frutti per ciascun ramo è direttamente proporzionale al numero di infiorescenze presenti; tanto maggiore è il numero di nodi nella parte terminale del ramo a frutto, tante più infiorescenze si ottengono nell’anno successivo.

La crescita vegetativa nella parte distale dei rami fruttiferi produce i nodi necessari per la fioritura dell’anno successivo. Quindi, per ciascun ramo a frutto, le risorse devono essere distribuite  sia per la produzione dell’anno in corso che per la crescita vegetativa della parte distale, necessaria per la produzione nell’anno successivo.

Consideriamo che una branca fruttifera sviluppa la sua massima produttività al terzo anno, poi rallenta la sua crescita e si esaurisce. I rami a frutto devono essere quindi rinnovati con la potatura. Un segno dell’esaurimento dei rami a frutto è quando vediamo un gruppetto di foglie all’apice di una lunga porzione di legno nudo.

Penetrazione della luce

La luce è il fattore che guida la fotosintesi, per produrre carboidrati le foglie hanno bisogno di luce. I tagli devono essere orientati a alleggerire la parte superiore della chioma consentendo una buona penetrazione della luce nella porzione basale.

Le parti alte della chioma ricevono maggiori quantità di luce rispetto a quelle inferiori, con la potatura dobbiamo far penetrare la luca anche nelle zone meno illuminate. Essa proviene maggiormente dall’alto e dalla parte del sole, quindi chiome mantenute nella parte alta molto folte e per più anni determinano un impoverimento nutrizionale della parte basale; questo è il motivo per cui spesso troviamo olivi spogli o privi di vegetazione nella parte bassa della chioma. Si deve quindi potare per alleggerire la vegetazione in alto in modo da favorire la penetrazione della radiazione luminosa in tutte le zone della chioma. Le branche fruttifere in esaurimento dovranno essere potate, in tutto o in parte a seconda del loro vigore, tenendo anche conto della loro posizione rispetto alle altre e naturalmente dell’illuminazione. Ciò non significa lasciare ampi spazi vuoti: l’olivo è una pianta ad andamento cespuglioso, quindi la vegetazione fitta è una sua caratteristica e va mantenuta. Bisogna potare l’olivo quanto basta per rinnovare le branche fruttifere esaurite e per fargli ricevere la maggior quantità di luce possibile.