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Micorrize

Cosa sono le micorrize e qual è la loro utilità.

Le micorrize sono un complesso strutturale e funzionale costituito dal micelio di un fungo vivente. 

Esso è in simbiosi con le radici o i rizomi di diverse piante arboree o erbacee, per mezzo del quale queste ricevono acqua e sali assorbiti dal terreno, cedendo a loro volta al fungo i carboidrati da esse elaborati. 

Le micorrize si estendono per mezzo delle ife, cioè i filamenti che formano il micelio, ovvero il corpo vegetativo dei funghi, nella porzione di suolo che circonda le radici delle piante (rizosfera), da cui assorbono i nutrienti essenziali e l’acqua necessaria per crescere e nel terreno circostante.

Le piante micorrizate si presentano spesso più competitive e più tolleranti nei confronti degli stress ambientali rispetto alle piante non micorrizate.
Come? Esse acquiscono i nutrienti presenti in forme normalmente non disponibili per le piante (ad esempio azoto nei composti organici); abbattono i composti fenolici e metalli tossici nel suolo; proteggono dagli stress idrici; danno protezione nei confronti di funghi parassiti e nematodi; danno benefici non nutrizionali come la produzione di fitormoni; accumulano nutrienti; costituiscono di reti nutrizionali (anche a supporto per i semenzali), fornito dalle reti di ife; trasferiscono i nutrienti dalle piante morte a quelle vive.

A livello di ecosistema, tutto questo si traduce in un’importante influenza sulle popolazioni microbiche della rizosfera, tramite modifiche qualitative e quantitative degli essudati radicali e sulla struttura del suolo, che viene migliorata.
Le micorrize rappresentano il tipo di simbiosi di gran lunga più diffuso in natura: si stima infatti che circa il 90% degli alberi che crescono in foreste temperate partecipi a questo tipo di associazioni. Si trovano
praticamente in qualsiasi ecosistema terrestre.
Spesso nei suoli coltivati la presenza di mocorrize è bassa; ciò può essere dovuto alle eccessive lavorazioni del terreno, all’uso di concimi chimici di sintesi ed erbicidi, all’insufficiente copertura del suolo, allo scarso contenuto di sostanza organica stabile nel terreno.

Qual è allora il sistema più efficace per ricostituire questa simbiosi naturale?

La nostra comprensione delle relazioni micorriziche è ancora incompleta ed è ancora oggetto di studio; oggi comunque conosciamo alcuni dei fattori ambientali necessari per l’inoculazione di successo.
I funghi micorrizici sono aerobi, il che significa che sono attivi quando è presente una quantità sufficiente di ossigeno, quindi possiamo privilegiare ogni pratica che riduca il compattamento del terreno e favorire di la coesistenza di specie vegetali adatte insieme alla nostra coltivazione, per esempio l’inerbimento permanente controllato. Inoltre le specie micorriziche sono anche decompositrici di materiale legnoso.

Vi sono prove crescenti della necessità di un pacciame legnoso naturale per l’insediamento delle micorrize, come avviene nei boschi in modo lento e regolare; non segatura o corteccia bensì quello che viene comunemente chiamato legno cippato che, date le sue dimensioni, è facilmente aggredibile dai funghi e velocemente compostabile.

Le ife fungine colonizzano i detriti, estraggono i nutrienti e li trasportano alle radici del loro ospite. I trucioli di legno da arboricoltura sono un pacciame ideale in questo senso poiché assorbono l’acqua e forniscono un substrato ideale per lo sviluppo delle ife.


Fonti: Wikipedia, Gardenprofessors

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